menu

Di Armonie (In)formali

Studio Arte Fuori Centro 2009

prev
next

Nella forma, voce del divenire

“La mia è una passione per lo spazio. Dalle grandi superfici organizzate alle radure. Tutto quello che è intorno all’opera, smette di esistere, quando è l’opera stessa a diventare, nell’estetica e nel significato, un “territorio”.

Quella di Eusebi è un’arte nomade, una lingua in bilico tra leggerezza e peso, che fa confluire gli opposti nella conoscenza intima e rivelata della materia.

Il passaggio dai raffinati cromatismi della carta alla solidità lattea della pietra, intesse un racconto che procede per equilibri, che parla della vita dell’uomo racchiuso in una stanza, immerso nella città o perso nella natura.

All’interno di queste “mappe emotive”, il tragitto delle linee, labirintico e mai casuale, sembra dettato da un qualche, inconscio tentativo di trovare risposte momentanee al senso dello stare nel mondo.

Un tentativo scritto nel distacco di uno stile raffinatissimo e solo apparentemente cerebrale.

Un tentativo che non si risolve nell’elemento visivo, dal momento che ogni singola architettura compositiva è volutamente dischiusa verso la ricerca di un respiro più profondo e sinestetico. Così, la linea vibra e ricorda un suono, e la superficie si dilata per farsi pagina da scrivere, perché, non di rado, l’atto creativo viene interrotto da pensieri (forse provocatori)  che si insinuano, per riapparire nel titolo come elemento lirico di un’opera d’arte che si completa restando in divertita sospensione: poi solitamente ti guardo per giorni e giorni

Alessandra Morelli

Non-Finito
Materia In_forma nascosta