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Step 09

Fabbrica del vapore 2013 - Milano

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Attraverso i suoi lavori, l’artista marchigiano rappresenta un mondo che solo in apparenza non prevede la presenza dell’uomo. In effetti, riesce a costruire perfettamente uno spazio in cui la presenza antropologica lascia tracce non apparenti, ma fortissime. Luogo d’architetture e di forme che non hanno l’evidenza definitiva, il lavoro di Eusebi procede per similitudini, si sviluppa quasi organicamente come un progetto utopico. La sua poetica del Non-finito o in-finito richiede un’attenzione particolare e un grande tempo di messa a punto delle opere, soprattutto nella loro relazione tra forme e materia. Le forme, quindi, danno luogo a piccole sculture in materiali diversi, dal cartone, al gesso, alla gomma, al legno, come se fossero germinazioni spontanee o prodotti del caso e della dimenticanza. L’artista diventa un ricercatore, che scopre direttamente la forma nella materia; la sua abilità sta quasi nel riuscire a farsi da parte, lasciando al minimalismo, al gesto essenziale, la capacità di parlare dell’uomo e della sua infinita capacità di creare oggetti nuovi e di portare al pubblico lo stupore della semplicità con questa serie di lavori monocromatici legati al colore bianco e alle sue infinite interazioni con la luce. La sua ricerca è arrivata ad un punto di maturazione particolare e questa serie di ultimi lavori rappresenta la sintesi del suo percorso tra pittura e scultura.

Valerio Dehò

Personale
Dalla carta alla pietra