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Non-Finito

Galleria Spazia 2010 - Bologna

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Il non-finito è una modalità esecutiva assai frequente nell’arte moderna, legata al concetto di forma, che nel ’900 ha subito le modifiche più macroscopiche. Terenzio Eusebi è un protagonista di questa concezione dell’opera d’arte anche perché il suo nomadismo stilistico che lo conduce a confrontarsi spesso con problemi tecnici sempre diversi. Sembra di assistere alla proposizione dell’opera come non-finita come qualcosa da non completare mai interamente, come un work in progress eterno. Le sue forme, infatti, non sono mai chiuse, ma tendono naturalmente al polimorfismo.

Nei venti lavori proposti a Bologna, questo suo approccio all’arte è chiaro proprio perché le sculture in marmo e in ceramica si alternano ad opere realizzate in carta e poi applicate su pannelli di legni.  Nei lavori in cui la carta è il medium prevalente sa creare situazioni in divenire, textures, reticoli, fratture,  confini incerti, increspature delle superfici, sono sorgenti di enigmi e di logiche irrisolte.   Le carte sono come delle geografie di un mondo che si sta lentamente formando.

La forma, non più costretta nel disegno, sottratta alle leggi della raffigurazione, dà luogo ad immagini sospese, incompiute, attraverso il non-finito come scelta volontaria e consapevole, unico modo per esprimere anche il non-detto (dall’artista), oppure, se preferiamo, il non-visto (dall’osservatore), un non-finito, quindi, di valenza fisica e psicologica, un modo per porre delle domande e sollecitare delle risposte, perchè più il discorso dell’artista è incompiuto ed indefinito, più sollecita lo spettatore a completarlo e ad interpretarlo.

Nelle sculture l’apparenza della forme architettoniche, sembra dare concretezza e sostanza ma invece rivela continuamente il non-finito che avvolge le concrete apparenze. Ogni struttura viene smentita da qualche particolare o dettaglio o da qualche elemento che vanifica la certezza percettiva. Eusebi in questi lavori di piena maturità ha raggiunto probabilmente la sua cifra stilistica più personale. La mostra propone questa sua recente svolta concettuale mettendo a confronto disegni, opere su carta, sculture in un dialogo spesso sorprendente.

 Valerio Dehò

Figure Mancanti
Di Armonie (In)formali